giovedì 8 giugno 2017

Senza titolo.

                                                                                                     

e vedi pure

e vedi pure,
il tempo di rubare un attimo
per ammirare una città di sogni
che duri
con occhi di manovale
di chi costruisce nei silenzi
e nulla gli rimane
di tanta lena
che passare non visto
attraverso un mondo che dista
manovale da sempre
tra macerie di parole
e con occhi di polvere
batto le mani ai sogni
perché scappino
prima che strade li catturino
poi ché si sa, nessuno è libero
da questa trama di cubicoli e tane.

venerdì 17 marzo 2017

Oggi occorre un posto nuovo in fronte al cielo

Oggi occorre un posto nuovo in fronte al cielo
un luogo infinito di stagioni
dove i sogni non sfioriscano
e si riformino, anzi
ché tali, infinite ed eterne, sono le acque
tornando quiete, e pronte
alle nubi prodighe d’alimento.

Un posto in più nel cielo
occupato dai silenzi
e un sogno in meno
dal lato di qua,
una speranza sottratta
alla quiete dei giorni,
poi in alto
in un punto esatto
dove non è dato vedere
né offendere
la pace sconvolta e ritrovata.

Un vuoto infinito riempie le mani.

venerdì 30 dicembre 2016

Matteo. 'L'incertezza sulla mia vita mi ha donato la vita'.

Ieri, 29 dicembre, su 'Libertà', il quotidiano che si pubblica a Piacenza, è apparsa una pagina quasi interamente (o forse interamente, non saprei) dedicata alla storia di Matteo... Cosa dire? Io vorrei tanto ringraziare, di mille cose, e per mille motivi, ma mi sento incapace a farlo, mi sento inadeguato, non all'altezza, non saprei dire. Di fronte a tanto debito non so da dove cominciare a ringraziare: mi conforta però pensare di essere capito, la certezza che la gente che dà, quando lo fa col cuore, non chiede nulla in cambio, e questa è la profonda bellezza dello spirito del dare e del donare.
Non aggiungo altro, solo dico che ci teniamo molto a dire quanto sia importante l'informazione per spingere a diventare potenziali donatori di speranza e di vita. La 'tipizzazione' (passaggio preliminare per diventare donatori) non è nulla di particolare nella sua attuazione pratica, è un semplicissimo prelievo, una monetina che conservata nella banca dati mondiale dei donatori di midollo può diventare un tesoro inestimabile, per chi dona e per chi riceve. E anche il prelievo del midollo consiste in una specie di trasfusione che in tutto richiede una mezza giornata di impegno, all'incirca. Poi il donatore farà dei controlli annuali di routine, per dieci anni, ma - per quanto mi è dato di capire - si tratta solo di precauzioni, o forse di dati da raccogliere ed elaborare da parte delle strutture sanitarie e dei ricercatori. Non aggiungo altro, vuoi perché forse ho visto troppo, in questo anno e mezzo, vuoi perché a parlare è giusto che sia Matteo, con la sua forza e la sua volontà di aiutare comunicando quello che ha vissuto e sta vivendo, con il teatro, nelle scuole, durante i controlli in day hospital. Per parte mia, spero di essere di nuovo inutile, al più presto: vorrebbe dire che questo miracolo, celeste e terreno (di medici e ricercatori, personale di 'emato' e del D.H) si è realizzato. Grazie a tutti, buon anno.


domenica 11 dicembre 2016

M. Benedetti, 'Ganas de embromar', parte seconda

Ecco il resto della traduzione, per i pochi intimi, errori compresi (dovrei riguardare e correggere, ma mi toglierebbe il piacere dell'immediatezza).


sabato 10 dicembre 2016

M. Benedetti, Voglia di sfottere (Ganas de embromar)

La traduzione è fatta a memoria, da una lingua mai studiata, per cui chiedo venia ai miei più che due e meno di quattro lettori.